Ciao!

Mi chiamo Daniela

Non è vero che quello che so fare io lo sanno fare anche gli altri.

La mia predisposizione naturale per i numeri poteva essere di aiuto ad altre persone.

In passato sono stata in grandi difficoltà e i numeri mi hanno aiutata ad uscirne.

Sono una ragazza di provincia, cresciuta con un padre molto attento alla gestione del denaro: ogni giorno si segnava le spese in un libro, con un metodo che ai miei occhi di bambina sembrava pura magia.

Durante le scuole ho adorato la matematica e crescendo mi è venuto naturale unire questi due concetti: soldi e numeri.

Sono sempre stata una patita delle liste, per ogni cosa prendevo carta e penna.

Mi ha sempre affascinato fare i calcoli: era il mio modo di mettere ordine nel mondo.

Perché i numeri non hanno sentimenti e non mentono.

I numeri sono sinceri e se capisci le regole del gioco, puoi prendere in mano la situazione e plasmarla ai tuoi desideri.

Quando i miei genitori si sono separati, la mia infanzia è definitivamente finita e mi sono ritrovata sperduta, sola a combattere contro il mondo.
Con un mutuo da pagare e un lavoro che c’era un mese sì e due no, non è stato facile mantenere l’equilibrio.

Il momento più duro è stato quel giorno che ho dovuto scegliere: pago il ticket per la visita in ospedale, o metto benzina nella macchina?

In tutto questo, i numeri sono stati la mia salvezza.

Ho sempre scritto tutto, fatto grossi piani e conti, sia con i soldi che avevo che con quelli che non avevo.

Volevo essere preparata a tutte le evenienze ed è per quello che è stato importante fare i conti come se avessi avuto soldi.

Sapevo che era un momento di passaggio e volevo farmi trovare pronta per quando il flusso di cassa avesse cominciato ad invertire la rotta.

E poi non volevo mica fare la fine di quelli che vincono alla lotteria: se non sai come gestirli, i soldi fanno presto a salutarti e a cercare un amico che li comprenda meglio. insomma, tirando la coperta un po’ di qua e un po’ di là, le cose ad un certo punto hanno iniziato ad andare per il verso giusto. E io ero pronta: erano mesi che sapevo cosa avrei fatto del mio primo stipendio!

Tutto bene quel che finisce bene, quindi?

La vita è una montagna russa e non bisogna mai perdere presa, o si rischia uno di quei capitomboli che fanno veramente male!

Cos’è successo quando stavo bene?
È successo che mi sentivo così sicura che ho perso il controllo.

Ho conosciuto quello che pensavo fosse l’amore della mia vita e ho sacrificato per lui (in realtà mentre lo facevo pensavo fosse per NOI, beata innocenza…) fino all’ultimo centesimo dei miei risparmi, accogliendolo nel mio appartamento che stavo pagando con sudore e lacrime.

E sapete qual è stato il suo ringraziamento?

Che quando sono finiti i soldi ne ha trovata un’altra da cui farsi foraggiare!

L’ultima immagine che ricordo è lui che esce dalla porta con il televisore.

Se ci penso adesso mi viene da ridere, ma allora sono stata proprio annientata.

E quindi ho dovuto ricominciare ancora una volta da me, carta e penna alla mano, a rifare i conti e a ripensare alle priorità.

Ho imparato la lezione?

Vorrei tanto dirti di sì, ma la realtà è che sono una gallina anche io e ho sempre creduto al principe azzurro che ti mantiene.

O meglio, dentro di me cominciavo a nutrire qualche dubbio, ma i messaggi che mi arrivavano dall’ambiente in cui vivevo erano inegquivocabili: trovati un uomo, vivete insieme, fate un conto in comune.
Diventate un NOI e dimenticate di un IO e TE.

E quindi potete capire la mia gioia quando ho trovato una persona all’apparenza dalla famiglia perfetta.

Ho sacrificato tutto e ho perso tutto ancora una volta.

Mi sono messa all’ultimo posto nelle priorità e il risultato è stato che ho donato tutto quello che avevo e sono rimasta con niente. Poi però è successa una cosa strana.

Gli incontri che ti cambiano la vita

Sono cresciuta ad Alessandria: provincia che più provincia non si può.

E quando cresci in un determinato ambiente, pensi che tutto il mondo sia così e credi di essere tu quella strana, quella pazza, quella che pensa cose assurde.

Quando mi sono trasferita a Milano ho incontrato persone stupende che mai pensavo potessero esistere, e ho capito che non ero l’unica ad avere una determinata visione della vita.

Ho iniziato a capire che siamo milioni e da qualche parte c’è qualcuno che la pensa come noi.

Durante un pomeriggio ho sentito una frase da una ragazza che mi ha letteralmente spalancato gli occhi:

il mio obiettivo è quello di guadagnare abbastanza per vivere come voglio e per mantenere un uomo, se mi va

Che ci crediate o meno, in quel momento avrei voluto abbracciare quella sconosciuta e ringraziarla dal profondo del cuore per avermi svoltato la vita.

Perché è stato proprio in quel preciso momento che ho capito: non ero io quella sbagliata, non ero io a pensare fuori dagli schemi.

Semplicemente, erano gli schemi che non erano adatti a me, ma al mondo esistono tantissimi altri schemi e ognuno di noi può scegliersi quello che preferisce.

Un raggio di sole nella nebbia In quel preciso momento ho capito qual era il mio errore.

In passato mi sono sempre lasciata sfruttare, dimenticando me stessa in favore di un NOI che non esiste più nella nostra società, ma che ha dettato legge per secoli.

Si trattava di quel retaggio culturale secondo cui la donna deve trovare uno che la sposi e la mantenga, unendo gli sforzi economici ma facendo gestire tutto ad una sola persona.

La normalità del conto corrente cointestato, se ci penso adesso mi vengono i brividi!

Pensavo di sostenere la famiglia e invece donavo tutto quello che avevo fino a svuotarmi completamente.

Mi sono fatta annientare fino a diventare completamente dipendente dall’altra persona.

Poi a Milano ho capito. Ho capito che ero io l’unica persona che poteva prendere decisioni per la mia vita.

Ho capito che va bene donarsi, ma mai fino a farsi svuotare completamente e smarrire sé stesse.

Ho capito che dovevo ricominciare ancora, ma questa volta sarà diverso perché ho ben chiaro in mente chi sia la persona più importante della mia vita.

Ho capito che non devo vivere per i numeri e i soldi, ma usarli come strumento per ritrovare la me stessa perduta.

I soldi non fanno la felicità, ma ti donano la libertà.

Ecco dunque il motivo principale per cui amo tanto parlare di denaro.

I soldi sono numeri e i numeri non mentono.

Puoi usare i tuoi soldi per fare del bene o del male, sta a te decidere, ma sono comunque uno strumento indispensabile per raggiungere la libertà.

Non farti rubare la vita, non permettere mai a nessuno di decidere per te.

La vita è la tua e solo tu puoi decidere cosa farne.

Prendere coscienza delle proprie possibilità è un percorso folle e sconvolgente, ma che ti porterà a scoprire posti e persone meravigliose.

Decidi di vivere la tua vita e concediti la libertà che ti meriti.

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